FOTOVOLTAICO CAPILLARE: PANNELLI SU OGNI TETTO

La Natura e, con essa, gli ecosistemi, si basa, in ultima analisi, su cicli di materia e flussi di energia. Ciò implica che, mentre la materia viene continuamente riciclata, e perciò in natura non esistono rifiuti, l’energia viene consumata dall’uso.

Da questa banale premessa nasce l’esigenza assoluta di disporre di fonti di energia per ogni singola attività che viene svolta.

La Natura – così come per la materia per la quale abbiamo sottolineato che, essendo interamente riciclata, non da luogo a generazione di rifiuti – utilizza una fonte di energia priva di rischi. Infatti l’unica fonte di energia di tutti i sistemi naturali è data dalla luce solare che, tramite il “miracolo” della fotosintesi, fissa l’energia nelle molecole del glucosio sostentando così tutta la vita del pianeta.

Così come per la gestione dei rifiuti per i quali il riciclo è giustamente considerato la soluzione ai nostri notevoli problemi, anche per il fabbisogno energetico il modello da seguire è quello della Natura; da ciò nasce il concetto della produzione di energia rinnovabile, cioè di energia riproducibile in tempi brevi senza consumo di materiali e senza emissione di residui.

Attualmente il nostro approvvigionamento energetico si basa sulle fonti fossili – essenzialmente petrolio carbone e gas naturali – che hanno un pregio (il costo di produzione dell’energia; ciò è vero sopratutto perchè gli impianti già esistono) e due grandi difetti (i residui inquinanti [gas serra ed altri inquinanti] e la drastica riduzione degli stock disponibili con costi della materia prima in costante aumento); per questi motivi è ormai imperativo (già da molti anni) una sensibile riduzione della quota di energia prodotta da essi e ciò per motivi non solo economici ma anche politico-strategici.

Una delle soluzioni proposte per la riduzione della dipendenza dai combustibili fossili è l’incremento dell’energia prodotta da fonte nucleare; anche tale fonte energetica possiede pregi (basso costo di produzione e grandi quantità concentrate) ma anche difetti (residui molto ma molto inquinanti e pericolosi, costi di impianto delle centrali elevatissimi, rischi d’incidenti mortali a largo spettro notevolissimi, difficoltà nel reperire siti di stoccaggio e siti di costruzione delle centrali, lunghi tempi di messa a regime, combustibile comunque limitato e costoso).

La soluzione forse più attuabile e più rispettosa della natura sembra però essere quella delle cosiddette energie rinnovabili; con l’aggettivo “rinnovabili” si intende la produzione di energie da fonti naturali che, per loro stessa natura, sono praticamente inesauribili. Stiamo parlando di vento, maree, geotermia, sole, corsi d’acqua e biomasse che, a meno di sconvolgimenti catastrofici, dovrebbero essere disponibili pressocchè illimitatamente nei secoli futuri.

Tuttavia l’utilizzo di ciascuna di queste fonti di energia ha, come ogni altra cosa, dei pregi e dei difetti che è bene discutere approfonditamente.

L’energia eolica è quella che si ricava dal vento ed è quella che tecnologicamente presenta le soluzioni più accattivanti. Un impianto eolico, in aree vocate, genera notevoli quantità di energia elettrica e consente il rientro dei costi d’investimento in pochi anni, rendendo economicamente vantaggioso l’impianto; infatti i “parchi eolici” fanno ormai parte del paesaggio anche di molte aree della nostra regione. Tuttavia i “difetti” di cui sono portatori non sono pochi né trascurabili: hanno un notevole impatto visivo e paesaggistico, sono strutture enormi in paesaggi aperti e consumano molto suolo; inoltre generano grandi problemi alle popolazioni – umane ed animali, sopratutto uccelli – delle aree su cui insistono. Anche tenendo conto delle recenti innovazioni (microeolico, piattaforme marine, ecc.) sono quindi notevoli i problemi che pongono, rendendo complessa l’individuazione di aree sulle quali costruire nuovi impianti.

L’energia prodotta dalle maree, pur essendo in una fase tecnologica iniziale (gli impianti sono pochi ed hanno bisogno di flussi/deflussi notevoli per essere economicamente sostenibili) sembrano avere molti dei difetti dell’eolico sopratutto in termini di impatto sull’ambiente costiero. Inoltre la nostra situazione geografica non sembra essere favorevole allo sviluppo di questa fonte di energia. Si può quindi affermare che il nostro territorio non possiede caratteristiche tali da rendere interessante questa opzione energetica.

L’energia da fonte geotermica, seppure forte di alcune conquiste tecnologiche neppure tanto recenti, ha una situazione molto simile a quella delle maree in quanto le aree dove tale fonte può essere utilizzata, sono limitate e lontane dai nostri ambienti.

Non così la produzione di energia da fonte solare che invece, per tecnologie disponibili e per situazione geo-climatica, vede i nostri territori come potenzialmente molto favorevoli alla produzione. Infatti, sia nella forma di solare termico (pannelli per la produzione di acqua calda) che in quella più avanzata ed interessante di solare fotovoltaico (per la produzione vera e propria di energia elettrica) la Campania ed il Meridione d’Italia sono tra i più produttivi al mondo. La produzione di energia da pannelli fotovoltaici possiede una tecnologia molto versatile: ha il grande vantaggio di poter essere “dispersa” sul territorio in modo capillare e non invasivo, pur potendo essere utilizzata per la realizzazione di grandi impianti per una produzione massiva di energia; anche nel caso di grandi impianti, fatta esclusione per l’eventuale consumo di suolo, non esistono controindicazioni poiché la radiazione solare, se non fosse catturata dai pannelli, si disperderebbe al suolo. In pratica non vi è alcuna sottrazione a nessuna delle componenti ambientali generata dagli impianti fotovoltaici. Chiaramente anche il fotovoltaico ha dei difetti (costi d’impianto non irrisori anche se in rapida e costante decrescita; negli impianti a terra, consumo di suolo) ma i pregi sembrano essere alquanto superiori grazie alla versatilità degli impianti possibili ed all’uso di superfici – quali pensiline, tetti, coperture di serre e/o varie, piazzali, aree completamente improduttive, ecc. – che rivestono interesse scarso o nullo per popolazioni ed i sistemi naturali.

La produzione di energia idroelettrica (da corsi d’acqua) rappresenta una fonte che tradizionalmente è molto studiata ed utilizzata in Italia. I vantaggi sono notevoli ma gli svantaggi (costi d’impianto, impatti notevoli alle popolazioni naturali dalla costruzione di dighe e/o sbarramenti) rappresentano una forte limitazione all’incremento anche perchè i sisti più interessanti sono già stati utilizzati.

Un accenno infine alla produzione di energia elettrica da biomasse (legno, ramaglie, residui vegetali, ecc,). Tale fonte di energia è forse la più antica in quanto da sempre l’Uomo utilizza il legno per accendere fuochi. La produzione di energia è dovuta alla combustione delle biomasse che, pur essendo rinnovabili (le biomasse ricrescono sempre) non sono “pulite” in quanto generano fumi che, seppure in misura infinitesima, contribuiscono all’incremento delle emissioni in atmosfera dei famigerati “gas serra” responsabili del cambiamento climatico. I vantaggi, qualora si utilizzino per davvero biomasse di “scarto” e non vere e proprie produzioni agricole impiantate alla bisogna, possono comunque essere apprezzabili – contribuendo a “digerire” le ingenti masse di materiale vegetale residuale che comunque finisce per essere bruciato – e superare abbondantemente gli svantaggi. Nell’Italia Meridionale tuttavia sono assenti grandi superfici forestali e le colture nate per la produzione di legname; i boschi nostrani hanno notevole importanza naturalistica e l’utilizzo “a ceduo” ha già una propria funzione economica (che può essere considerata una forma di produzione di energia da biomasse).

In conclusione, stante l’attuale situazione della tecnologia e le caratteristiche geografico-territoriali dei nostri ambienti, si ritiene interessante indirizzare la produzione di energia verso l’utilizzo di fonti rinnovabili tra le quali appare molto promettente il fotovoltaico per la sua versatilità territoriale e la capacità di diversificazione..

Nell’ottica di una società moderna la produzione di energia da fonti rinnovabili rappresenta un obbligo ineludibile: i danni prodotti dall’utilizzo massiccio di carburanti fossili sono ormai così eclatanti e così pervasivi da non consentire ulteriori deroghe. La produzione di energia deve ridurre drasticamente l’utilizzo delle risorse naturali e le immissioni in atmosfera di “gas serra” e, seppure questo processo deve essere graduale, non devono esserci dubbi né ripensamenti sulla necessità di bloccare la costruzione di nuovi impianti alimentati a carbone, gas naturale o a derivati del petrolio.

Tutti i nuovi impianti dovranno essere alimentati da fonte rinnovabile: d’altro canto i piccoli impianti sui tetti di case e capannoni sono abbondantemente in grado di coprire una buona parte del fabbisogno energetico domestico e, anche se in misura minore, di quello dei piccoli stabilimenti artigianali ed industriali generando peraltro un cospicuo risparmio in termini economici (a tale proposito va ricordato che una sensibile quota dei costi di produzione industriali è costituita dalla spesa energetica che, con gli impianti sui tetti, viene totalmente azzerata). L’incremento della produzione elettrica da fonte fotovoltaica sui tetti appare estremamente conveniente dal punto di vista economico (zero spese di produzione, rientro dell’investimento in 10 anni circa, zero consumo di suolo), di politica industriale (le ditte produttrici ed installatrici di pannelli fotovoltaici italiane sono numerose e tra le più “attive” al mondo ed il settore è in costante e sensibile crescita ininterrottamente da molti anni nonostante la crisi) ed ambientale (zero inquinamenti, zero consumo di risorse naturali)

Si ritiene dunque macro- e micro-economicamente proponibile ed ambientalmente sostenibile un programma di sviluppo delle energie rinnovabili, sopratutto fotovoltaico che punti alla copertura massale dei tetti delle nostre case; FR&DA si propone quale patner di Comuni ed altre istituzioni per la realizzazione di un programma di informazione e pianificazione che tenda a realizzare l’obiettivo del “fotovoltaico capillare: pannelli su ogni tetto”..

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