“Ambientamente”

La crescita urbana e l’organizzazione sociale avvenuta nell’ultimo trentennio, ha visto un uso di
suolo e un aumento di densità abitativa che oggi evidenzia la mancanza di “sostenibilità” nei territori in cui viviamo.
Con argomenti diversi, da tempo evidenzio su queste pagine le difficoltà organizzative, sociali,
economiche che la collettività quotidianamente affronta, spesso in forma di emergenza, e l’oramai manifesta esigenza di definire scelte, programmi ed attenzioni da mettere in campo ed attuare in forma condivisa.
Molteplici i punti di partenza, ma il traguardo è unico… “più ambiente”. C’è bisogno di azioni che immettano nel nostro territorio “più ambiente”!
E’ il momento di porre in essere strategie che uniscano professionalità diverse, energie nuove,
spiragli e respiri di aperture culturali, integrazioni sociali, inclusioni di valori, comportamenti
sostenibili, tutela e sicurezza nella vita di comunità.
Il nostro paese si apre ad una fase che non può contemplare più l’espansione dell’abitato, ma che deve essere più attenta alla rivisitazione di quanto già costruito e ad una partecipazione per la riprogettazione degli spazi “vuoti” residui.
E’necessario ritrovare, con una pianificazione evoluta, una citta più socievole, sostenibile e
innovativa, da realizzare reinventando l’uso dei suoi spazi e dei suoi luoghi.
L’obiettivo, in sintesi, deve essere il passaggio da una città dei consumi di risorse e produttrice di rifiuti, ad un aggregato leggero, sicuro, autonomo e resiliente.
Un’orientamento di pensiero e una prospettiva di futuro che deve coniugarsi nella capacità di
trasformare l’uso degli spazi, mettendo a sistema interessi e opportunità diversi, se non addirittura contrapposti.
L’innovazione necessita, ma dovrà realizzarsi attraverso l’adozione di scelte appropriate, sostenibili e che sottendono profondi cambiamenti culturali. Una “modernizzazione” che si confronti con il “rinnovare” ciò che già esiste, in un modello partecipato degli abitanti e degli utenti, senza ricorrere all’impegno di nuove aree.
Un progetto semplice, che vede ristabilire, così, equilibrio ed armonia tra territorio e popolazione in un’ autentica sinergia con spazi già urbanizzati, attraverso azioni mirate di ristrutturazione immobiliare, riqualificazione, rinnovamento urbano. Sarebbe mettere in atto una “cura all’abitare”, con aspettative di guarigione o buoni risultati a breve e lungo termine, soddisfacenti sia sul piano sociale che funzionale, come risposta tanto attesa, alle tante esigenze dei cittadini e all’impegno degli amministratori.
Riqualificare per essere la città “della gente” che la abita, con le loro storie di vita, radicamenti,
memorie, diritti… e che ora è percepita come prepotente e compatta nella sua espressione.
Un programma che ben si dispone ad essere realizzato attraverso iniziative dirette e indirette,
mediante la costruzione e gestione di filiere che partono dal ri-uso del prodotto usato da riutilizzare, in forma flessibile e creativa per definire luoghi e spazi dedicati allo scambio tra la
cittadinanza (arredo urbano e/o inserimento dello spazio verde)…esempio di economia circolare in ambito urbano.
Non mancano gli elementi su cui lavorare, a cominciare dal patrimonio edilizio della città del
dopoguerra di scarsa qualità, alle aree produttive dismesse che necessitano di essere rigenerate, ai manufatti edilizi spontanei e/o illegali, nati senza alcuna pianificazione o attraverso abuso della stessa, alterando i valori del costruito e falsificando il panorama.
Dotare il territorio di sicurezza e non solo sorveglianza, è un obiettivo primario per una comunità in salute. La sicurezza intesa come “protezione” che il territorio deve ricevere e dare, nella gestione dei fenomeni naturali e antropici (funzionamento dei sistemi di depluvio delle acque; dei flussi dinamici dei venti; della captazione e dispersione idrica; dei fenomeni di inquinamento acustico e/o da campi elettromagnetici; di rilevazione della qualità dell’aria…etc…).
Immettere nel tessuto urbano “aree di identità”, vuole dire adoperare i “vuoti” e gli spazi della città esempio strade, piazze , aree verdi e trasformarli in zone ad alto contenuto di sostenibilità che interconnesse tra loro possano formare il “nuovo ambiente”, adeguato, giusto, funzionale e che elevi il carattere qualitativo di vita.

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